Castello di Bardolino

castello di bardolino

Nonostante le informazioni sulla storia di questa costruzione siano molto scarse, la costruzione del castello di Bardolino si ritiene sia avvenuta verso la fine del IX secolo, quando re Berengario, re d’Italia ed imperatore dei romani, diede il permesso ai paesi che si affacciavano sul Lago di Garda, Bardolino compreso, di costruire mura e fortezze per proteggersi contro le continue invasioni degli Ungari che in quegli anni compivano incursioni nei villaggi senza fortificazioni con lo scopo di saccheggiarli dei loro beni.

Nel corso degli anni, per via delle varie esigenze di protezione, il castello venne più volte modificato rendendolo sempre più fortificato. Queste modifiche culminarono con l’arrivo della famiglia degli Scaligeri i quali costruirono nel 1300 una torretta di avvistamento ancora oggi visibile e resero il castello di Bardolino un’unica fortificazione di forma quadrata, come è riportato in alcune cartine topografiche del Lago di Garda datate 1439 conservate ancora oggi nell’archivio di Stato di Venezia. La nuova modifica comprendeva la fortificazione delle mura aggiungendo spalti, merlature e agli angoli della fortificazione vennero costruite quattro torri di protezione il tutto circondato da un ampio fossato. Il centro del paese era quindi raggiungibile solamente da due entrate: Porta San Giovanni a nord e Porta Verona a sud.

Di queste fortificazioni non rimane praticamente nulla. Con l’ampliarsi del paese le mura del castello di Bardolino vennero abbattute ed il fossato ricoperto. Oggi della costruzione originale è rimasto solo l’andamento delle strade, la torre sul lungolago (riconoscibile per la sua pendenza), l’antica torre Scaligera situata all’interno del paese e le due entrate ormai inglobate nel centro storico del paese.

Torre Apponale

Torre Apponale di Riva del Garda

Con i suoi 34 metri di altezza, la Torre Apponale è da secoli a guardia del porto e del paese di Riva del Garda.

I primi documenti ritrovati che testimoniano la presenza della torre nella piazza del paese risalgono al XIII secolo. Si presume quindi che sia stata costruita proprio in quegli anni, quando la famiglia dei Bonvicini, una nobile famiglia locale, la fece erigere per controllare il più importante porto della città, quello di ponente e da qui la torre prese il nome Apponale.

Secondo quanto riportato su alcuni documenti, la torre venne eretta senza il consenso del Vescovo Federico Vanga che intimò loro di distruggerla. Vennero poi graziati e la torre divenne loro beneficio feudale.

La struttura della Torre Apponale

Collocata sulla via principale di comunicazione fra Ponale e Brione sul lato est di piazza III novembre, un tempo centro di commerci e fiere, venne costruita con pietre di diverse dimensioni con la porta situata a 8 metri di altezza per garantire un’ulteriore difesa in caso di attacchi nemici, e un tetto a cipolla come molti campanili della zona del Lago di Garda.

All’interno della Torre Apponale di Riva del Garda è conserva la campana di bronzo del comune chiamata “la Renga” datata 1532, campana che sostituisce quella ben più antica ormai persa nel tempo. La campana ha perso il suo originale utilizzo e viene suonata solo in ricorrenze e feste particolari.
Poco più sotto, sulla facciata della torre, è posizionato un orologio funzionante recentemente restaurato.

Sulla sommità della torre è presente un segnavento raffigurante un angelo che suona una tromba, l’Anzolim de la Tor, che divenne il simbolo del paese.

I restauri

Nel corso degli anni la Torre Apponale subì numerosi interventi di modifica e restauro. Il primo fra tutti è quello del 1555 quando venne sopraelevata raggiungendo gli attuali 34 metri di altezza. Nei primi anni del 900 poi venne sostituito il tetto a cipolla dell’edificio con quello attuale a quattro lati.

Un restauro completo avvenne poi nel 2002 dove vennero sistemati i 165 scalini che portano sulla sommità della struttura dalla quale è possibile avere una splendida vista sul porto e sulla piazza di Riva del Garda perdendo poi lo sguardo nelle acque del lago.

Gli usi della Torre Apponale

Come già citato sopra, la fortificazione medievale serviva come protezione al porto e alla piazza di Riva del Garda dai numerosi attacchi pirateschi di quegli anni.

Con il passare del tempo però perse questa funzione e divenne un carcere dal quale era difficile scappare grazie alle sue spesse mura e alla porta collocata a 8 metri di altezza.

Inevitabile fu il suo impiego durante le Guerre Mondiali, dove la torre venne impiegata come osservatorio per avvistare i possibili nemici provenienti da nord.

Oggi invece, la Torre Apponale non ha più alcun utilizzo se non quello di affascinare i numerosi turisti che ogni anno nei mesi estivi possono visitarla, pagando un biglietto di soli 2 €, ed ammirare il panorama dall’alto dal quale si possono scorgere altri importanti luoghi di Riva del Garda come la Rocca, la Chiesa di Santa Maria Assunta e la Centrale Elettrica del Ponale.

Chiesa di San Severo

Chiesa di San Severo Bardolino

La chiesa di San Severo, situata nella parte settentrionale di Bardolino, viene ricordata per la prima volta nell’893 e fino all’inizio del Quattrocento fu la parrocchiale di Bardolino. Nell’Ottocento cadde in disuso e venne utilizzata per usi profani e sempre in questo periodo inoltre subì numerose alterazioni di forma e struttura.

Nonostante i radicali restauri e rifacimenti, in particolare nell’area absidale, ricostruita tra il 1927 e il 1953 grazie alla Regia Soprintendenza, la chiesa di San Severo di Bardolino rimane uno degli edifici medievali situati nella zona del lago di Garda di maggior interesse storico e culturale, sia per la sequenza costruttiva sia per l’importantissimo ciclo di affreschi del XII secolo. L’edificio romanico, si fa notare per la presenza al suo fianco di uno slanciato campanile con lesene angolari, e la sua importanza è data anche dal fatto che la chiesa ingloba una struttura precedentemente costruita risalente alla fase altomedievale (IX secolo), riconoscibili esternamente sul fianco sud ed all’interno della chiesa nell’area absidale.

La facciata a doppio spiovente, rimaneggiata nel Settecento, età a cui risale l’affresco della “Crocifissione” dipinta sotto il protiro, reca un’evidente traccia della sua costruzione in due fasi. Dapprima venne eretto il blocco costituito dalla navata centrale e meridionale (databili tra il X e il XI secolo), successivamente venne addossata la navatella nord.

L’interno della chiesa di San Severo

L’interno è ripartito da due file di tozzi pilastri in pietra alternata a filari di cotto, sormontati da elementari capitelli, e coperto da un soffitto ligneo a capriate. Sul piano architettonico l’elemento di maggior interesse è indubbiamente la cripta realizzata al momento della ricostruzione della chiesa del XI secolo, utilizzando come sostegni della volta anulare i pilastrini probabilmente appartenenti al pre-esistente edificio longobardo sul quale è stata costruita l’attuale chiesa.

In corrispondenza dell’attacco sud est dell’arco trionfale e nell’absidiola sud sono visibili i resti di un velario dipinto a cui si addossa la muratura della cripta.

Gli affreschi

Il ciclo di affreschi della navata centrale datati all’inizio del XII secolo si rifanno a modelli della scuola di Salisburgo e della Reichenaue e stilisticamente riconducibili a maestranze veronesi in quanto gli stessi tipi di affreschi, oltre che nella chiesa di San Severo di Bardolino, sono stati rinvenuti in altri edifici nella zona di Verona. Sulla parete sud sono raffigurate alcune storie tratte dalla Bibbia riguardanti gli apostoli, la natività con la Vergine Maria e l’Apocalisse di S. Giovanni.
In quella nord sono raffigurate invece le storie del ritrovamento della vera Croce di Cristo da parte di S.Elena, secondo un progetto unitario.
Nella parte destra della navata centrale infine, viene raffigurato Giuda mentre esce dal pozzo dove aveva patito il tormento della fame.

Chiesa di San Pietro in Mavino

Chiesa di San Pietro in Mavino di Sirmione

Situata sulla penisola di Sirmione dove si trovano anche il castello e le Grotte di Catullo, la chiesa di San Pietro in Mavino è un edificio religioso risalente al VIII secolo come testimoniano alcuni documenti rinvenuti in un manoscritto del 756.

Eretto su un’altura dalla quale è possibile avere una splendida vista lago, si ritiene che l’edificio religioso in questione venne costruito dai pescatori locali ed il nome derivi dal latino “ad summa vineas ” che tradotto significa letteralmente “all’altezza delle viti” e poco distante dalla chiesa infatti sono presenti delle piantagioni di viti e olivi.

Nel corso dei secoli la struttura ha subito numerose trasformazioni e modifiche come testimoniano i numerosi ritrovamenti all’interno della chiesa fino a farla diventare la struttura che si può vedere ancora oggi.

La struttura

La chiesa di San Pietro in Mavino di Sirmione nel complesso presenta uno stile architettonico abbastanza semplice, con muri costruiti con materiali facilmente reperibili nella zona come mattoni, conci squadrati e ciottoli di lago. A differenza di molte altre chiese della zona del Lago di Garda non presenta grandi abbellimenti come colonne marmoree e sculture artistiche, ma sulle pareti si possono invece ammirare degli splendidi affreschi datati tra il XII ed il XVI secolo dedicati a vari santi.

Costruita con una pianta rettangolare, la chiesa è composta da una singola navata con tre absidi posizionati dietro l’altare, uno grande posto centralmente e due più piccoli ai lati.

La chiesa venne eretta in epoca longobarda attorno al VIII secolo, ma secondo recenti studi si presume che già prima fosse presente un’altra struttura datata tra il V ed il VI secolo con un intenso uso funerario della chiesa. Questa tesi è sostenuta da alcuni ritrovamenti sia nelle mura con la presenza di elementi in pietra scolpita, che nella zona circostante dove sono state rinvenute oltre 200 tombe temporalmente collocate tra il VI secolo fino al rinascimento.

Esternamente, solamente il lato nord della chiesa non è visitabile in quanto è stato ampliato da complessi residenziali recenti e quindi facente parte di una proprietà privata.
Il tetto è a forma triangolare costruito con travi in legno completamente a vista all’interno della chiesa.
Sul sagrato posto all’esterno della chiesa si trova una campana chiamata “la Julia”. Questa campana è stata posizionata nel 1955 e, come suggerisce la scritta posizionata sui pilastri in cemento che la sorreggono, è dedicata “A tutti gli italiani caduti per la patria”. Sulla facciata della chiesa è presente una lapide sulla quale sono elencate tutte le ricorrenze in cui la Julia suona per ricordarne i caduti.

I restauri e le modifiche alla struttura

Dopo la sua costruzione, la chiesa di San Pietro in Mavino ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli:

  • nel 1070 venne eretto il campanile situato a sud della chiesa;
  • tra il 1320 ed il 1321, come testimonia una lapide posta sulla facciata sulla quale è indicata la data A.D. MCCCXX, la chiesa subì il primo grande intervento nel quale venne restaurata, abbellita con affreschi ed il tetto rialzato;
  • nel XIV secolo venne modificato il campanile con la realizzazione di una nuova cella campanaria e venne aperto il rosone sulla facciata principale;
  • nel 1630 venne costruita la cappella laterale della chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino;
  • tra il XVII e XVIII secolo furono aperte le due finestre sulla facciata principale e la porta sulla facciata sud della chiesa.

Dopo tutte questi interventi, la chiesa è arrivata ad avere la struttura che ancora oggi vediamo.

Gli affreschi

Al suo interno la chiesa racchiude un importante patrimonio pittorico risalente al 1321.

Su tutti i muri interni della struttura infatti si possono ammirare degli splendidi affreschi raffiguranti i santi con un senso di lettura che parte dalla controfacciata per proseguire sulla parete di destra e poi in sequenza su tutti gli altri muri della chiesa.

Alle spalle dell’altare, nelle tre absidi sono racchiusi splendidi affreschi ognuno raffigurante un momento religioso differente.
Nell’abside nord viene raffigurata la Madonna in trono con bambino ed alle spalle una serie di santi tra cui San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista.
Gli affreschi dell’abside centrale sono invece divisi in due affreschi dove in quello più alto è raffigurato il Cristo Pantocratore circondato dalle anime dei dannati e dei beati, mentre nel livello inferiore sono invece raffigurati gli apostoli.
Anche l’abside sud è diviso in due livelli dove in quello superiore viene raffigurato il Cristo crocifisso con ai piedi la Madonna ed attorno alcuni Santi, e nel livello inferiore è raffigurato nel centro San Michele, affiancato dalla Maddalena e da Sant’Iacopo di Compostela.

Nella cappella laterale di sinistra invece è possibile ammirare un affresco raffigurante San Michele che trafigge il drago, un santo con la palma del martirio in mano e un uomo raffigurante San Rocco.

Duomo di Salò

Duomo di Salò

Il Duomo di Santa Maria Annunziata, situato nel cuore di Salò, è uno dei più importanti e suggestivi edifici religiosi del Lago di Garda. Costruito a partire dal XV secolo, il duomo rappresenta un esempio straordinario di architettura gotico-rinascimentale.

Venne costruito sui resti dell’antica pieve della città che aveva però una forma e un posizionamento diverso rispetto a quella che vediamo oggi come dimostrano i più recenti studi effettuati dopo un importante restauro.

La costruzione fu iniziata da Filippo delle Vacche, su commissione della comunità locale e la posa della prima pietra che diede il via alla costruzione della chiesa di Santa Maria Annunziata avvenne il 7 ottobre 1453 come ricorda una lapide murata all’ingresso di sinistra del Duomo e ancora oggi visibile. La fine dei lavori si concluse nel secolo successivo, con il contributo di diversi artisti e architetti di rilievo.

Dell’antica decorazione murale, iniziata alla fine del XV secolo, non è giunta fino a noi: i numerosi restauri e rifacimenti effettuati nel XIX secolo e soprattutto dopo il terremoto del 1901 hanno profondamente trasformato l’aspetto della chiesa. Questi interventi, insieme alla dispersione e integrazione di opere, hanno alterato significativamente anche l’arredo pittorico originale.

Della costruzione originaria, restano visibili dall’esterno le strutture del campanile e le finestre con cornici in cotto sul lato destro della navata. Nello stesso periodo, attorno al duomo si svilupparono numerosi cantieri per la costruzione di palazzi con portici voltati, in linea con il tessuto gotico dei vicoli circostanti.

La cattedrale, dedicata alla Santa Maria Annunziata, è un simbolo di devozione e arte che racconta secoli di storia e cultura.

Struttura Architettonica

L’architettura del Duomo di Santa Maria Annunziata è un meraviglioso esempio di fusione tra stile gotico e rinascimentale. L’esterno è caratterizzato da una facciata incompiuta in cotto non rivestito, che conferisce al duomo un aspetto austero e imponente.

La facciata è arricchita dal portale del Duomo, un’opera in marmo in stile rinascimentale realizzata da Gasparo Cairano e Antonio Mangiacavalli tra il 1506 e il 1508, è situato sulla facciata principale della chiesa. Questa opera è documentata con precisione grazie a numerosi registri che ne descrivono la creazione. Nel marzo del 1506, il Consiglio Generale di Salò commissionò il portale e nel giro di pochi mesi iniziarono i pagamenti ai due artisti. Cairano e Mangiacavalli collaborarono strettamente, anche se nel 1507 solo Mangiacavalli è documentato, probabilmente perché riscuoteva i compensi per entrambi. Nel 1508, i lavori furono conclusi, ma Cairano continuò a lavorare su alcune aggiunte fino all’inizio del 1509. Il portale, caratterizzato da notevoli elementi architettonici e scultorei, presenta colonne binate, una lunetta con statue di San Giovanni Battista e San Paolo, e un frontone triangolare con il rilievo del Padre Eterno.

Le due porte laterali presenti sulla facciata principale invece sono rimaste in stile gotico.

All’interno, il duomo si sviluppa su una pianta a croce latina con tre navate, sostenute da pilastri gotici di pietra grigia che si innalzano verso il soffitto a volte. L’altare maggiore, in stile barocco, domina l’abside e cattura immediatamente l’attenzione con la sua ricchezza decorativa. le numerose cappelle laterali ospitano altari minori, ciascuno decorato con opere d’arte di grande valore. Il coro ligneo, finemente intagliato, e l’organo a canne, uno dei più antichi e pregiati della regione, completano l’atmosfera sacra e artistica del luogo.

Opere d’Arte

Il Duomo di Santa Maria Annunziata di Salò non è solo un luogo di culto, ma un vero e proprio scrigno d’arte che racconta la storia e la devozione di una comunità. Visitarlo significa immergersi in un viaggio attraverso secoli di arte e spiritualità, in uno dei contesti più affascinanti del Lago di Garda.

Dal 1807, con la legge approvata dal Regno d’Italia, avvennero importanti acquisizioni di dipinti provenienti da altre chiese salodiane.
È anche per questo motivo che il Duomo di Santa Maria Annunziata custodisce una ricca collezione di opere d’arte che rendono la visita un’esperienza indimenticabile per gli amanti della storia e della cultura.
Tra le più notevoli, i dipinti del Romanino, come “Il Martirio di San Pietro“, che impressiona per la vivacità dei colori e la drammaticità della scena.
Il Moretto da Brescia ha lasciato il suo segno con “La Presentazione di Gesù al Tempio“, un’opera che esprime profondità emotiva e tecnica pittorica superiore.
Zenone Veronese ha contribuito con la sua “Annunciazione“, una tela che cattura la solennità del momento biblico con una delicatezza cromatica unica.
Paolo Veneziano, invece, è rappresentato da un prezioso trittico raffigurante episodi della vita di Cristo, che spicca per la sua eleganza e precisione dei dettagli.

Quello che più di tutti si distingue è lo stupendo Crocefisso di Giovanni Teutonico. Scolpito nel legno, il Crocefisso venne commissionato dal Comune di Salò il 6 luglio 1449 e venne collocato sopra l’arco trionfale. Nel 1979 venne sottoposto ad un importante restauro per riportarlo alle sue originali condizioni.

Alle spalle dell’altare è posizionata l’Ancona di Salò, un’opera lignea composta da due parti: la struttura a due piani a dieci nicchie e le statue custodite al suo interno.  La prima venne costruita nel 1476 da Bartolomeo da Isola Dovarese, dopo di che i lavori vennero interrotti. Solo 23 anni dopo il comune decide di riprendere i lavori di costruzione per completare l’ancona commissionando la realizzazione delle statue allo scultore Pietro Bussolo che le ultimò nel 1504. Nella nicchia posizionata al centro della fila inferiore è collocata la statua che raffigura la Madonna in Trono, mentre nella nicchia immediatamente sopra si trova la statua del Cristo Risorto. Le altre nicchie invece sono riempite con le sculture raffiguranti i santi a cui sono dedicate le chiese dipendenti dall’antica pieve di Salò.

Orari di Visita

Il Duomo di Santa Maria Annunziata è aperto tutti i giorni, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare questo magnifico luogo di culto e arte. Gli orari di apertura sono dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00. L’ingresso è libero e il duomo è accessibile anche ai disabili, garantendo a tutti la possibilità di ammirare le sue straordinarie opere d’arte e la sua affascinante architettura.

Grotte di Catullo

Grotte di Catullo

Quando si visita questo posto sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo, un salto all’indietro di secoli fino al periodo in cui la Civiltà romana controllava la zona del lago di Garda e faceva vedere la sua potenza.
Le Grotte di Catullo sono un complesso archeologico ormai in rovina composto da un’enorme villa romana posta sulla punta della penisola di Sirmione dalla quale si ha una spettacolare vista su tutto il lago di Garda.
La struttura ha un’enorme rilevanza storica in quanto è una delle più grandi ville romane dell’Italia Settentrionale nonché una delle più affascinanti sia per storia che per la splendida posizione geografica.
L’intera area archeologica delle Grotte di Catullo è grande circa due ettari completamente visitabili e all’interno dei quali è presente anche un museo archeologico dove si possono ammirare importanti ritrovamenti rinvenuti nell’area delle grotte ma anche in tutto il resto del basso Garda e dintorni. Per far conoscere meglio il territorio alle migliaia di turisti che ogni anno decidono di passare le loro vacanze sul Garda, all’interno del museo è allestita un’area dove viene spiegata la morfologia e la storia del lago passando tra le ere glaciali fino ad arrivare all’attuale stato che tutti possiamo ammirare.

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